
venerdì, 16 novembre 2007
nel frattempo era arrivata l'estate e con la licenza elementare in tasca ottenuta con l'aiuto della maestra, mi sentivo a posto.al mattino mi alzavo alle 5.oo e con la pagnotta di pane farcita con un uovo fritto avvolta in un foglio di giornale che mi preparava la mamma,mi recavo nella piazza del paese dove aspettavo che qualcuno mi offrisse del lavoro. ad essere sincero ho sempre trovato da lavorare e non ho mai perso un giorno .durante i mesi estivi al paese tornavano gli emigranti per trascorrere le ferie e parlavano tutti delle tante opportunità di lavoro che c'erano al nord o in germania e dei soldi che si guadagnavano lavorando nelle fabbriche.quelli che venivano da torino dove lavoravano in fiat tornavano al paese sfoggiando le loro 500.ricordo che il figlio del mio vicino di casa sulla cappelliera dell'auto aveva messo u n cane di pezza che quando la macchina era in movimento muoveva la testa, questa cosa attirava l'attenzione di bambini e anziani che restavano incantati a guardare.qualche settimana primadel 3 agosto 1965, giorno della festa di santo stefano patrono del nostro paese, i preparativi fervevamo ed io mettevo in croce mia madre per avere un abito nuovo da indossare alla festa. mia madre povera donna stremata dalle mie richieste promise che avrebbe fatto del lavoro straordinario, a quei tempi era a servizio a casa del medico condotto. e che mi avrebbe comprato un pantalone e una camicia che ovviamente non sarebbero stati veramente nuovi perchè la mamma comprava al mercato la roba usata che arrivava dall'america. la mia delusione fu grande quando appresi che mia madre suo malgrado non poteva mantenere la promessa. mamma comunque mi risistemò un vecchio pantalone di mio fratello. promisi a me stesso che il giorno in cui mi fossi trasferito in città mi sarei comprato un abito bianco e uno nero e due camicie una bianca u una blu da abbinare ai due abiti come avevo visto nel film "le castagne sono buone" con gianni morandi.
Postato da elfodinatale
alle 20:36
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domenica, 11 novembre 2007
sono nato alla fine del mese di maggio del 1954 in un piccolo paese della provincia di avellino, arroccato su una collina di olivi, quando d'inverno nevicava sembrava di vivere nel presepe. la mia famiglia era composta da papà vincenzo, mamma augusta e due fratelli donato e giorgio nati rispettivamente nel 1940 e nel 1949. dei primissimi anni di vita ricordo l'asilo con suor filomena e la montagna dove mia madre mi conduceva quando andava a raccogliere la legna o le fragole in primavera che poi vendeva ai gelaatai. qualche giorno prima del primo ottobre 1960 mio padre mi chiamò e mi disse: giovedì inizi ad andare a scuola, ormai sei grande e devi cominciare anche tu a gudagnarti il pane, perciò da giovedì al mattino andrai a scuola e nel pomeriggio andrai a lavorare da mastro andrea falegname bottaio ad imparare il mestiere. a quei tempi le botti erano molto richieste e chi svolgeva quel mestiere non pativa la fame.il mio lavoro consisteva nell'accatastare le assi una sull'altra e posizionare sulla cima dei pesi affinchè le assi si incurvassero nel modo giusto.mastro andrea non era un uomo cattivo e quando non beveva era sempre triste mentre quando era ubriaco prendeva a calci tutto quello che gli capitava a tiro compreso me e quel povero cane che nefaceva la guardia nella falegnameria. la moglie,donna pasqualina era molto giovane ed esile e spesso quando il marito si recava all'osteria mi faceva entrare in casa mi faceva sedere vicino al camino e mi faceva sbucciare le verdure; alla fine mi dava sempre una paagnottella di farina bianca molto buona dentro la quale mi spalmava una crema a due gusti che si chiamava "alba", simile allodierna nutella. una volta mi raccontò che aveva sposato il marito perchè l'uomo di cui era innamorata era disperso in russia e i suoi genitori onde evitare che rimanesse zitella lavevano costretta a sposarsi. dopo qualche tempo che frequentavo la prima elementare mi diedero un compagno di banco, un ragazzo di circa 15 anni, una specie di gigante che non sapeva leggere nè scrivere, ma che sapeva contare in modo strepitoso. si chiamava mancini giovanni, era sempre vissuto in montagna,il padre faceva il carbonaio. era tanto grosso che la mamma non aveva trovato un grembiule adatto a lui perciò il direttore un certo professor ciccioni (partigiano) gli aveva concesso di venire a scuola senza. ricordo che giovanni indossava un vestito che aveva ereditato dal nonno e che più passava il tempo più cambiava di colore. giovanni ed io diventammo subito amici e mentr io lo aiutavo con i compiti lui mi insegnava ad intagliare il legno e a fare delle sculture con la creta. avevamo completato la seconda elementare era il ese di luglio 1962 quando un giorno giovanni venne a trovarmi alla falegnameria per dirmi che non sarebbe più tornato a scuola, si trasferiva in germania dove avrebbe iniziato a lavorare come muratore con il fratello e mi regalò il suo coltello con il quale intagliava il legno.ancora oggi lo conservo gelosamente.in quel periodo avevo conosciuto una signora che vendeva bombole di gas e avevo stretto amicizia con il figlio, un ragazzno della mia età che aveva perso una gamba a causa di un petardo di natale raccolto in mezzo alla strada. per ricompensarmi della compagnia che facevo a quel figlio sfortunato la signora, la domenica pomeriggio mi faceva cnsegnare le bombole e per ognuna mi dava 25 lire che mettevo in una scatola di latta con l'obiettivo di comprarmi una bicicletta efar crepare d'invidia tutti. in quel periodo mio pdre si era ulteriormente ammalato, le sofferenze, leprivazioni e le paure subite nel campo di concentramento durante la guerra avevano minato seriamente la sua salute.per questo motivo andavo sempre meno a scuola e sempre pù spesso nei cantieri. la mia maestra la signorina zichella valentina che sapeva quanto io amassi la scuola fece di tutto per aiutarmi a restare in pari con i compagni. nel periodo estivo per guadagnare qualche soldo in più la domenica mattina andavo ad imbiancare con la calce viva i tetti delle case precedentemente catramati. la scatola di latta dove riponevo i miei risparmi diventava sempre più pesante, l'avevo legata con il filo di ferro e per paura che i miei fratelli potessero derubarmi ( ci avevano già provato) nascosi la scatola in un buco scavato sotto a una piastrella nel pavimento sotto ilmio letto. la curiosità di sapere quanto avev accumularto era tanta ma io resistevo. intanto erano trascorsi altri due anni, era la primavera del 1965 la campagna intorno a casa mia era tutta in fiore e si avvicinava la pasqua periodo dell'anno in cui mia madre lavorava di più, si alzava alle tredel mattino e tornava a casa all'ora di cena. in previsione della pasqua promise di regalarmi 500 lire d'argento che sarebbero andate ad arricchire quel piccolo tesoro di cui andavo tanto fiero. in quelle belle domeniche primaverili noi ragazzi ci riunivamo nell piazza del mercato per fantasticare sulle cose belle che c'erano in città. vicino casa mia venne ad abitare un carabiniere con la famiglia e che aveva un figlio della mia stessa età non troppo simpatico ma con il quale feci ugualmente amicizia perchè si era trasferito da roma ed io lo tempestavo di domande; volevo sapere tutto sulla capitale; avevo deciso appena possibile me ne sarei andato a roma.
Postato da elfodinatale
alle 22:41
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Me
sono rossa, ho gli occhi verdi e l'età non si dice perchè sono una signora, sono sincera,discreta,discretamente romantica,estroversa e positiva
Amo
amo la mia famiglia,la mia casa e adoro il mio cane, di lei potrei parlare per ore, ma dico solo che è un esserino dolcissimo e si chiama guendalina, amo tutto quello che fa natale,dagli addobbi ai preparativi
Odio
odio le bugie, le false amiche, odio il mal di testa,odio l'aglio
Musica
ascolto musica classica, amo tutte le canzoni di natale, ascolto musica leggera solo in macchina con mio marito
Libri
leggo parecchio ,ma passo da un autore all'altro, letti tutti quelli di patricia cornwell, tutti di dan brown, buona parte di quelli di ken follet ed ora sono nella fase islamica es. la danzatrice bambina
Film
i fim che mi piacciono naturalmente sono quelli che trattano il natale dai più classici a quelli con boldi e de sica,ne ho un intera collezione
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